{"id":17807,"date":"2022-07-07T15:23:51","date_gmt":"2022-07-07T14:23:51","guid":{"rendered":"https:\/\/recreamaths.eu\/non-categorizzato\/oggetti-e-collezioni-matematiche-dal-punto-di-vista-di-un-museo\/"},"modified":"2022-07-07T15:23:51","modified_gmt":"2022-07-07T14:23:51","slug":"oggetti-e-collezioni-matematiche-dal-punto-di-vista-di-un-museo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/recreamaths.eu\/it\/blog-it\/oggetti-e-collezioni-matematiche-dal-punto-di-vista-di-un-museo\/","title":{"rendered":"Oggetti e collezioni matematiche dal punto di vista di un museo"},"content":{"rendered":"\n<p>In Europa e nel mondo esistono numerosi centri culturali dedicati alla matematica. <\/p>\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-3\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<p>Per citarne solo alcuni: <strong>Il Giardino di Archimede a Firenze<\/strong> (Italia), <strong>la Maison des Math\u00e9matiques et de l&#8217;Informatique a Lione <\/strong>(Francia), <strong>il MoMath a New York <\/strong>(Stati Uniti) <strong>o il Mathematikum a Giessen <\/strong>(Germania),<strong> il MMACA a Barcellona<\/strong> (Spagna) e presto <strong>la Maison Poincar\u00e9 a Parigi<\/strong> (Francia) e <strong>la Maison de Fermat a Beaumont de Lomagne <\/strong>(Francia) e molti altri ancora. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche diversi centri scientifici hanno sale dedicate alla matematica.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"278\" height=\"278\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Recrea.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17760\" srcset=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Recrea.jpg 278w, https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/Recrea-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><figcaption>Fonte : Le Vaisseau in Strasbourg (Francia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<p>In effetti, &#8220;questi musei&#8221; pretendono di democratizzare la matematica per renderla accessibile a tutti, indipendentemente dall&#8217;et\u00e0, dall&#8217;estrazione sociale o dalla formazione. &#13;\nL&#8217;obiettivo \u00e8 quello di far vivere la matematica attraverso attivit\u00e0 che collegano la manipolazione di oggetti e la riflessione su temi diversi come la logica, la geometria o anche i numeri. &#13;\n<\/p>\n\n<p><strong>Mediazione intorno a una mostra<\/strong><\/p>\n\n<p>Secondo Peyrin (2012), la mediazione nei musei comprende tutti i servizi che accompagnano i visitatori, come visite guidate, conferenze, laboratori e mostre. Questa definizione \u00e8 piuttosto pragmatica, ma pu\u00f2 essere estesa in modo pi\u00f9 idealistico come fanno F. Contenot o D. Jacobi:<\/p>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>Nel museo, la mediazione funge da intermediario tra il luogo, l&#8217;oggetto e il pubblico. Partecipa sia allo sviluppo delle collezioni sia all&#8217;accompagnamento del visitatore. Assicura inoltre una missione educativa informale e fa parte di un processo di condivisione delle conoscenze. La mediazione incoraggia il visitatore a osservare e a prendere posizione, in modo da condurlo all&#8217;autonomia e a una comprensione pi\u00f9 profonda. <\/em><\/p><cite><em>(F. Contenot, 2011)<\/em><\/cite><\/blockquote>\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La mediazione corrisponde a tutte le forme di intervento culturale organizzate per i visitatori. \u00c8 una mediazione nella misura in cui si colloca tra il patrimonio e il pubblico, con l&#8217;obiettivo di contribuire al piacere della scoperta o a un momento di svago, nonch\u00e9 di facilitare l&#8217;applicazione della conoscenza. <\/p><cite><em>(D. Jacobi, 1999)<\/em><\/cite><\/blockquote>\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-6\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"329\" height=\"161\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/recr1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17768\" srcset=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/recr1.jpg 329w, https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/recr1-300x147.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 329px) 100vw, 329px\" \/><figcaption>Fonte : Le Palais de la d\u00e9couverte in Paris (Francia) <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"179\" height=\"215\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17772\"\/><figcaption>Fonte : Mathematikum in Giessen (Germania) <\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<p>Si possono distinguere due tipi di mediazione: la mediazione diretta e la mediazione indiretta. <br\/> 1. La mediazione diretta, prevede la presenza fisica del mediatore.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17782\" width=\"533\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec3.jpg 533w, https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec3-480x360.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 533px, 100vw\" \/><figcaption>Fonte : Mathematikum in Giessen (Germania) <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<p>La mediazione indiretta si svolge senza la presenza di un mediatore, almeno fisicamente, poich\u00e9 la mediazione si svolge attraverso diversi strumenti come pannelli descrittivi, materiali da gestire.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-9\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"281\" height=\"185\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-17786\"\/><figcaption>Fonte : MMACA in Barcelona (Spagnia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<p>I diversi mezzi di mediazione devono essere sufficientemente ricchi e offrire varie forme per raggiungere e rendere accessibile il maggior numero di persone. Devono inoltre &#8220;anticipare&#8221; il pi\u00f9 possibile le aspettative dei visitatori, sia in termini di contenuti che di approccio, per accompagnarli in modo pertinente.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste diverse forme di mediazione assumono la forma di documenti di accompagnamento ( manuali di visita, libretti di gioco, ecc.), etichette e supporti digitali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<p>Come adattare al pubblico ?<\/p>\n\n<p>Prima di tutto, i centri matematici culturali scelgono il tipo di mostra che desiderano realizzare. Pu\u00f2 essere permanente, temporanea o itinerante.<\/p>\n\n<p> Per una mostra permanente, il tema scelto deve essere sostenibile nel tempo. Dovrebbe essere presentato per un periodo compreso tra i 5 e i 10 anni. La mostra deve evitare argomenti di attualit\u00e0 che rischiano di diventare obsoleti. L&#8217;arredamento della mostra deve essere stabile.<\/p>\n\n<p>Per una mostra temporanea, lo scopo principale \u00e8 quello di diversificare il pubblico e mantenere l&#8217;interesse dei visitatori. Di solito viene presentata per un periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni. Pu\u00f2 trattare argomenti di ricerca, esperimenti che continuano ad evolversi. Incoraggia i visitatori a discutere. L&#8217;arredamento deve essere aggiornato, originale e innovativo.<\/p>\n\n<p>Infine, per una mostra itinerante, il vincolo principale \u00e8 il viaggio. <\/p>\n\n<p>Il suo scopo \u00e8 quello di viaggiare in diversi centri di cultura matematica e quindi deve essere adattabile a diversi luoghi. Deve essere resistente a ripetuti montaggi e smontaggi.<\/p>\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-12\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"722\" height=\"481\" src=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec6.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17790\" srcset=\"https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec6.jpg 722w, https:\/\/recreamaths.eu\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/rec6-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw\" \/><figcaption>Fonte : MoMath in New-York (Stati Uniti)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow\">\n<p>L&#8217;adattamento al pubblico richiede una buona conoscenza dei visitatori. Cosa cercano in un &#8220;museo&#8221; di matematica? Cosa vogliono scoprire? Per fare questo, \u00e8 possibile fare un sondaggio tra il pubblico (volontari, soci, visitatori) e valutare le loro risposte, in modo da soddisfare le aspettative dei futuri visitatori e scegliere il tipo di mediazione adeguato al tema.<\/p>\n\n\n\n<p>Adattarsi al pubblico significa che la mostra \u00e8 il legame diretto tra il &#8220;museo&#8221; e i suoi visitatori. \u00c8 l&#8217;innesco della comunicazione futura.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<p>Adattarsi al pubblico significa tenere presente che una mostra deve incoraggiare l&#8217;osservazione, la comprensione e la sperimentazione.<\/p>\n\n<p>Infine, per un &#8220;museo&#8221; della matematica, valutare la mostra significa mantenere un legame costante con il pubblico, interrogarlo, comunicare con lui dopo la visita e proporre laboratori legati alla mostra per approfondire alcune nozioni e dibattere sul tema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Europa e nel mondo esistono numerosi centri culturali dedicati alla matematica. 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